Produrre Acqua Calda con il sole

pannellisolariNon tutti sanno, oppure forse lo immaginano, che con il sole si può produrre acqua calda evitando l’utilizzo di gas oppure elettricità. Si fa uso di pannelli solari termici, http://www.pannellisolaritermici.org/, ovvero dei collettori, tubi, messi all’interno di un vetro di colore nero ove scorre acqua fredda. L’irraggiamento solare non fa che scaldare l’acqua che viene poi messa a disposizione della casa per uso sanitario. L’abbiamo spiegata un po’ in maniera semplice, ma il funzionamento è pressochè questo.

Ovviamente ci sono soluzioni più innovative, ad esempio i pannelli solari termici heat pipe, che aumentano le prestazioni e permettono di avere acqua calda anche d’inverno, quando il sole è fiacco o non c’è per nulla.

Ci sono poi i pannelli a circolazione naturale che sono molto economici e semplici da montare, ovviamente risultano essere meno efficienti e in caso di maltempo tendono a disperdere il calore.

Quelli invece a circolazione forzata si servono di una pompa elettrica collegata tramite sonde ad una centralina solare per far circolare l’acqua scaldata dal sole. Si tratta di un impianto più complicato dato che possiede il collettore termico connesso ad una  serpentina che si trova nel serbatoio. Il liquido dei pannelli si scalda e da’ il via ad una centralina elettronica che comanda una pompa elettrica. Così facendo il liquido caldo va nella serpentina e scalda l’acqua presente nel serbatoio.

I lati positivi della circolazione forzata son proprio dovuti al fatto che il funzionamento avviene in “maniera forzata”, quindi il serbatoio (che può avere un ingombro fino a 300-500 kg) non pone vincoli di posizionamento ed esteticamente all’esterno dell’abitazione ci sono solo i pannelli.

I Collettori solari possono essere utilizzati anche per riscaldare la  casa tramite sistemi con riscaldamento a pavimento a pannelli radianti. In pratica l’acqua calda va a finire nelle serpentine installate sotto il pavimento di casa che irraggiano calore all’ ambiente con notevole risparmio nella bolletta del gas che viene praticamente azzerata.

Gli incentivi: il governo RENZI ha prolungato fino al 31 dicembre 2016 le detrazioni fiscali per coloro che acquistano pannelli solari termici che vanno a sostituire scalda acqua elettrici e a gas. In pratica per 10 anni possiamo detrarre il 65% del costo dell’ acquisto in 10 rate di eguale misura. Se si sceglie invece per il conto termico si ha diritto ad una remunerazione fissa per 2 anni in base alla grandezza dell’impianto. Stessa cosa vale se desideriamo acquistare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. In questo caso le detrazioni sono del 50% per una spesa massima di 48.000 euro.

Se invece volete divertirvi con il fai da te potete pensare anche di costruire un impianto con pannelli solari termici per riscaldare l’acqua con poco. Basta sapere un po’ di inglese e seguire il video qui sotto:

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Come Trasformare lo Smartphone in un impianto Hi-Fi

Se una volta, per ascoltare musica in alta qualità, serviva un impianto stereo costoso composto da amplificatore, piatto e cd, oggi ci serve solo uno smartphone ed una docking station. La fruizione della musica è di certo cambiata, non esiste più il supporto fisico come un nastro, disco in vinile o cd, ci sono gli mp3. Trasformare lo smartphone in un impianto hi-fi con una buona qualità musicale è semplice e relativamente economico.

Ascoltare musica è gratuito grazie a servizi come Spotify e Deezer che mettono a disposizione un catalogo sterminato di artisti in cambio dell’ ascolto di qualche pubblicità ogni tanto. Questi programmi sono disponibili in app sia per Android che per Apple IOS. Ora dobbiamo dotarci di una docking station, ovvero di una cassa fisica da cui uscirà l’audio. Maggiore spendiamo e migliore sarà la qualità. Ci sono speaker da 30 euro come da 500 euro.

Diciamo che per avere qualcosa che si avvicini ad un vecchio hi-fi degli anni 80 dobbiamo spendere almeno 300 euro. La cosa buona è che queste casse o docking station possono essere utilizzate non solo con il nostro smartphone ma anche con altri dispositivi come tablet, pc, ma anche smart tv per ricreare un audio degno di un cinema.

Si possono collegare senza fili via bluetooth oppure con vado jack da 3,5 mm. In alcuni casi non c’è nemmeno bisogno dello smartphone perchè alcune docking station possono ricevere direttamente il segnale wifi del router adsl internet per connettersi alla rete e fare il play dei brani musicali come degli speaker wireless. La maggiorparte delle docking station possiede anche il telecomando per il controllo da remoto a distanza.

philips docking

Sony RDPX200IPN.EU8 Diffusore con Docking Station:Questo apparecchio è compatibile con gli iPad dotati del primo connettore (iPad dalla prima alla terza generazione). La qualità audio è molto buona, come dimostrano i risultati sia delle misurazioni strumentali sia delle prove di ascolto. Ottiene risultati lusinghieri anche per quanto riguarda la facilità d’uso e i consumi. L’unico neo è dato dal telecomando, migliorabile nella qualità e nella funzionalità.

Philips DCM3260/12: questa docking station ha un audio molto potente, con bassi ricchi e profondi, è compatibile sono con Ipod, Ipad e Iphone, non possiede il bluetooth, bisogna qundi inserire il proprio smartphone nella dock.

Bose® Diffusore SoundLink® Bluetooth® Serie III – Grigio: la qualità di Bose non si discute, questa docking station può essere usata con qualsiasi smartphone grazie al collegamento bluetooth. Potenza e bassi sono straordinari ed effettivamente ci si stupisce sia per la qualità sonora, sia di come un oggetto dalle dimensioni così piccole possa avere delle prestazioni così elevate.

Edifier R1280T. assomigliano alle vecchie casse per hi-fi ed in effetti sono identiche. La differenza è che sono amplificate quindi possono essere usate su qualsiasi dispositivo, smartphone inclusi, che abbia un attacco da 3,5 mm con il cavo jack.

Come far Interagire gli Elettrodomestici con la Domotica e IFTTT

Si chiama Internet delle cose o IFTTT acronimo di If this then that ovvero “se accade questo come conseguenza deve succedere quest’altro“, una tecnologia per far interagire vari dispositivi elettronici connessi tra loro. IFTTT è un portale creato tanti anni fa ora diventato un punto di riferimento per chi vuole divertirsi a creare iterazioni fra vari dispositivi.

Facciamo qualche esempio: un’applicazione che invia un messaggio sms quando esce un nuovo Tweet, oppure una mail inviata se inizia a piovere nella nostra città. Si chiamano Recipes, ovvero ricette, script già pronti per essere utilizzati e che automatizzano vari aspetti dei nostri smartphone. Insomma siamo solo all’inizio anche perchè IFTTT può integrarsi con la domotica, ovvero con l’automazione della casa, ma anche con prodotti già disponibili sul mercato come i vasi smartwatch e le luci Philips Hue. Divertente è veder cambiare il colore della luce a seconda di una foto postata su Instagram.

domotica

Possiamo controllare a distanza, da Internet, l’accensione e spegnimento dei nostri termosifoni (ad esempio grazie ai cronotermostati wifi come NetAtmo oppure Nest), nonchè la regolazione della temperatura, chiudere le tapparelle, far partire l’irrigazione, oppure gestire il nostro antifurto per la casa. Molte centraline infatti permettono la gestione completa tramite internet. Siamo in grado quindi sia di attivare e disattivare l’allarme, ma anche avere in tempo reale la situazione del nostro appartamento. Se qualcuno si introduce infatti nella nostra casa, il sistema ci avvisa inviandoci un alert via app. Possiamo, tramite telecamere installate in casa, vedere in tempo reale chi si è introdotto e registrare anche video e ascoltare i suoni.

Insomma la tendenza è quella di avere connessi tutti i dispositivi di casa. Elettrodomestici che parlano tra loro sincronizzandosi tramite il linguaggio KNX, ormai divenuto standard nella domotica. I condizionatori possono così attivarsi se la temperatura dell’ ambiente si fa troppo calda, le finestre chiudersi da sole se i sensori rilevano pioggia, oppure se lo decidiamo noi da remoto.

Addirittura possiamo rispondere al citofono di casa anche se siamo assenti grazie ai nuovi prodotti che si connettono ad Internet via wifi. La telecamera posta davanti ci fa vedere chi è chi si è presentato sulla soglia. A quel punto possiamo anche decidere di aprire la porta oppure rispondere con la voce facendo finta di essere in casa, in realta magari siamo a migliaia di chilometri.

netatmo

netatmo cronotermostato wifi via internet

Controllare la caldaia a distanza via internet

Netatmo è un cronotermostato wifi che sostituisce quello vecchio. E’ dotato di trasmettitore ricevitore wireless che si collega con il router adsl di casa. E’ contrallabile e programmabile da remoto via Internet, con una semplice app installabile su smartphone. Possiamo quindi accendere e spegnere da distanza la caldaia, programmare la temperatura e tante altre cose che ci fanno risparmiare tantissimo sulla bolletta del gas. Pensate ad esempio se oggi si decide di non tornare a casa o di tornare tardi. Possiamo spegnere i termosifoni, oppure, al contrario si rincasa presto e si vuole avere la casa calda.

I Migliori Sistemi Multiroom per ascoltare la musica in piú stanze

Fino a poco tempo fa la musica si ascoltava da un cd, un registratore, un disco. Con gli mp3 ed Internet è diventata “liquida”. Può essere fruita senza un supporto magnetico o ottico, la fonte è il nostro cellulare, il pc, oppure direttamente Internet. Sono nati così i sistemi sonori, speaker wireless, che utilizzano Spotify, oppure Deezer, connettendosi al web e mettendo a disposizione un catalogo musicale immenso.

I sistemi multiroom, speaker wireless che si connettono senza fili, hanno poi permesso di ascoltare file musicali in piú stanze, anche con fonti sonore diffeenti. Oggi vogliamo spiegarvi come creare un sistema multi stanza con poche centinaia di euro.

Non abbiamo bisogno di cd, amplificatori, ma soltanto degli speaker wireless, di una connessione Internet oppure di una chiavetta Usb dove ci sono i nostri file musicali.

Sistemi Bose: conosciuta come una delle migliori brand per gli amanti dell’ hi-fi il brand americano si è buttato sul mercato dei “multiroom”. I sistemi SoundTouch e SoundTouch 30 rappresentano rispettivamente la base e il top dell’offerta di Bose. Il primo, compatto e portatile in virtù della batteria ricaricabile (dall’autonomia di circa tre ore), è adatto per stanze di piccole e medie dimensioni, mentre il secondo riesce a sonorizzare anche ambienti di maggior
cubatura.

sonos_multiroom

Identica la dotazione di entrambi i dispositivi, con display Oled frontale che durante l’ascolto visualizza la sorgente, il nome del brano in riproduzione, l’autore e il titolo dell’album, sei tasti di preset sul pannello superiore per avviare direttamente la riproduzione dalle sorgenti memorizzate più i controlli di volume, accensione e selezione dell’ingresso ausiliario a jack da 3,5 mm, posizionato sul retro. La connettività Wi-Fi si completa con una porta Ethernet (solo sul SoundTouch 30) e con le connessioni Usb, riservate alla configurazione da computer. Gli apparecchi sono certificati AirPlay, quindi gestibili direttamente da tutti i device Apple.

Sul piano sonoro, entrambi i Bose hanno una timbrica molto gradevole seppur non perfettamente neutra, che tende a privilegiare le frequenze medio basse. Il SoundTouch 30 ha esibito un fronte sonoro spazioso, una gamma bassa profonda − abbastanza controllata anche ad alto volume − e medio alti sufficientemente vivaci. Buona la dinamica e la tenuta in potenza, senza avvertibili distorsioni o risonanze indesiderate del cabinet anche a volume sostenuto. Come prevedibile,
il Portable ha riproposto la medesima impronta sonora ma in scala ridotta, esibendo una potenza d’uscita accettabile ma, soprattutto, un resa nei bassi inaspettata per un dispositivo di queste dimensioni.

Samsung: se volete spendere qualcosa in meno per creare un sistema multiroom potete optare per il SAMSUNG M5 ed il Samsung M7. L’M5 e l’M7 si differenziano esternamente  solo per le dimensioni, poiché adottano il medesimo design inconsueto a forma triangolare con il frontale arcuato, una soluzione interessante che consente di posizionare i diffusori in orizzontale o in verticale con il supporto da tavolo in dotazione. Il sistema di controllo è costituito dai comandi a sfioramento (mute, volume, SoundConnect, preset e Bluetooth) incorporati nel pannello superiore lucido (bianco o nero), mentre al vertice dei due lati posteriori è ricavato un vano che ospita una porta Ethernet, una Usb (solo per upgrade/ manutenzione) e due tasti per la connessione Wi-Fi con Wps e aggiunta di un ulteriore modulo audio Samsung.Gli speaker si connettono in wifi ad Internet e supportano servizi streaming quali Qobuz, Juke, Spotify, 7Digital, Rdio, Napster, Deezer, Murfie e 8tracks. Tra le opzioni interessanti vi è la possibilità di realizzare un sistema surround fino a 5 canali. Entrambi hanno esibito un buon impatto dinamico e una timbrica equilibrata, con una gamma bassa leggermente enfatizzata e medio altri trasparenti e vivaci. Apprezzabile la tenuta in potenza, più che adeguata per ambienti di medie dimensioni: alzando il volume oltre i 3/4 l’M5 ha perso leggermente in coesione e precisione, mentre l’M7 ha ovviamente dimostrato di fronteggiare più agevolmente il maggior impegno nel pilotare i driver.

JBL Flip II Sistema Audio Portabile: UNO SPEAKER wireless portatile a meno di 100 euro che suona benissimo. Dispone anche di microfono per poter essere utilizzato anche come speaker vivavoce per le chiamate al cellulare. Si connette con Bluetooth senza fili o con tecnologia NFC. Dotato di batteria ricaricabile ha un’autonomia di uso di circa 5 ore.

Sonos: azienda statunitense è stata tra le prime a presentare piattaforme audio wireless e multi ambiente. Tre versioni di altoparlanti amplificati siglati Sonos Play:1, Play:3 e Play:5. Play:1,costituisce l’entry level nel mondo Sonos: disponibile in tonalità bianca o nera, si tratta di un parallelepipedo dai bordi arrotondati, alto circa 16 cm e largo 12 cm, che ospita un driver da 3,5 pollici più un tweeter e l’elettronica. Ha una porta Ethernet per la connettività cablata, che si aggiunge al modulo Wi-Fi interno. L’unità riproduce l’audio mono, ma può essere abbinata via software ad altro dispositivo analogo per formare un dispositivo stereo. Più laboriosa la configurazione del Play:5, che grazie alla maggiori dimensioni (22 x 37 x 12 cm) e allo sviluppo in senso orizzontale è in grado di alloggiare un woofer da 3,5 pollici centrale, due midrange da 3 pollici e altrettanti tweeter, pilotati da cinque amplificatori in classe D. Il tutto lavora in configurazione bass reflex. Buona la timbrica del Play:1, rivelatosi adatto con tutti i generi musicali sfoggiando sempre un suono equilibrato, con bassi ben presenti, gamma media precisa e acuti leggermente arrotondati ma dettagliati; l’ottima resa in mono diventa poi eccellente in stereo con due Play:1 accoppiati via software. In modalità singola il Play:5 ha ovviamente rivelato una maggior estensione di gamma e una risoluzione migliore nei passaggi più impegnativi rispetto alla versione base, che rimane comunque su livelli di eccellenza difficili da eguagliare quanto a rapporto prezzo/ prestazioni.

Miglior Smartphone Android sotto i 200 euro

MOTOG4-recensioneI prezzi degli smartphone sono notevolmente calati e se prima per avere un dispositivo ultra veloce dovevamo spendere 400-500 euro, ora le cose sono cambiate. Nel 2015 200 euro sono sufficienti per acquistare uno smartphone di fascia alta ed oggi vedremo quale è il migliore sotto questa soglia.

Dopo ripetute ricerche il vincitore è stato Motorola Moto G versione 2014 con lo schermo da 5 pollici. Si tratta della versione migliorata del precedente modello, con schermo più grande e fotocamera con maggiori Megapixel. Ma andiamo a vederlo nei dettagli, prima però le caratteristiche:

Display: 5” Lcd Ips 1.280 x 720 pixel (295 ppi) • Chipset: Qualcomm Snapdragon 400
MSM8226, quad core 1,2 GHz • Memoria (Gbyte): 1 • Storage interno (Gbyte): 8 • Slot
di espansione: micro Sd (fino a 32 GB) • Fotocamera post.: 8 Mpixel (CON FUNZIONE HDR), flash, autofocus, geotag, Hdr • Fotocamera ant.: 2 Mpixel • Apparato radio: 2G/3G quad-band, Hspa
21/5,76 Mbps • Connettività: Wi-Fi 802.11bgn, Bluetooth 4.0, Usb 2.0 con Otg •
Sensori: Accelerometro, giroscopio, bussola, luminosità, prossimità • Gps integrato:
l • Radio Fm: l • Batteria (mAh): 2.070 • Dimensioni (mm): 141,5 x 70,7 x 11 • Peso
(g): 149 • Sistema operativo: Android 4.4.4 (aggiornabile ad Android 5).

Rispetto al precedente modello i cambiamenti come detto sono evidenti: schermo (display Gorilla Glass 3) da 5” 295 ppi con risoluzione di 1.280 x 720 pixel,  per un solo cm in più in lunghezza e 5 mm in larghezza, con una contestuale identica riduzione dello spessore. Calcolate che il il Sony Xperia M2 , della stessa fascia di prezzo, offre solo uno schermo con risoluzione 480 x 800.

La piattaforma hardware è la collaudata Qualcomm Snapdragon 400 presente anche sul modello dello
scorso anno; soluzione Cortex A7 quad core da 1,2 GHz che non viene praticamente mai messa in difficoltà durante l’uso quotidiano. Unico limite sempre 1 GB di Ram, magari ne preferivamo 2, ma la mancanza nn sembra farsi sentire.

Il modello integra una memoria di 8 Gbyte che, rimuovendo uno dei pochi difetti del modello 2013, risulta
espandibile tramite scheda micro Sd. Anche la fotocamera posteriore è stata migliorata; il sensore è da 8 Mpixel e ha una buona resa cromatica e una velocità più che adeguata in ogni situazione.
Altra particolarità è il supporto nativo alla doppia Sim card, che Android 4.4.4 preinstallato (ma il 5.0 è in arrivo e già presente sui alcuni modelli) supporta egregiamente. È possibile ricevere chiamate mentre si utilizzano i dati e gestire in maniera dettagliata una serie di eventi in modo da personalizzare al
massimo la funzionalità. Ottimo il comparto audio, con due speaker frontali stereo di buona fattura e la presenza della radio Fm.

Purtroppo manca il 4G, la connettività si limita al 3G. Il software non risente quasi di alcuna personalizzazione da parte di Motorola tranne che per alcune applicazioni in effetti molto utili.
Assist permette, al verificarsi di determinati eventi scaturiti dal calendario o dal Gps, di impostare e configurare il telefono di conseguenza, modificando le preferenze su suoneria e connessione di rete a seconda delle esigenze, mentre Migrate consente di trasferire i dati multimediali dal vecchio al nuovo telefono in pochi tocchi. La batteria integrata da 2.070 mAh svolge in maniera sufficiente il proprio compito, portando senza difficoltà a sera il dispositivo, anche con un uso piuttosto intenso.

Motorola Moto G edizione 2014 costa 199 euro di listino ma lo trovate a meno in in offerta su Amazon

La Recensione della Go Pro 4 nuova Action Cam

goproGoPro è stata la prima ad inventare una “action cam” ovvero telecamere per sportivi e persone d’azione. Queste videocamere sono resistenti all’acqua, agli agenti esterni e agli urti. Hanno dimensioni ridottissime, focale fissa, peso contenuto, una lente grandangolare molto ampia (circa 170°) e la custodia impermeabile. Gli ultimi modelli di punta sono Hero 4 Black e Hero 4 Silver.

Rispetto al passato, i cambiamenti più sostanziali si registrano nell’elettronica interna: Hero 4 Black è tra le prime videocamere capaci di filmare fino 30 fotogrammi per secondo in modalità 4K (Silver si ferma invece a 15 fps). Il modello Silver dispone di un display posteriore, mentre per Black è un optional venduto separatamente. Più avanti vedremo la recensione.

Piccoli aggiustamenti strutturali hanno reso la nuova Black più funzionale, soprattutto intorno al vano della batteria, più facile da estrarre e sostituire.
Nel complesso, le Hero 4 si confermano essere buoni prodotti, anche se la concorrenza si è fatta più agguerrita, con Sony e Panasonic che hanno immesso sul mercato alcune action cam di qualità simile.
Oltre ai due modelli di punta, GoPro ha presentato anche Hero, modello entry-level, interessante soprattutto per chi è attento al portafoglio (costa 125 euro): anche se le caratteristiche sono da apparecchio di fascia medio-bassa (filmati solo in Full HD a 30 fps e foto a una risoluzione di 5 Mpixel), i test di laboratorio confermano che si tratta di un prodotto discreto.

GoPro vende le proprie videocamere in diversi kit: ad esempio, c’è l’edizione Surf, con attacchi appositi per tavole da surf, o la Music Edition, che non include la custodia impermeabile ma un’altra che
permette di registrare meglio la musica. I prezzi riportati sono uguali per tutti i kit. La versione standard include un numero limitato di accessori, tra i quali spicca la custodia impermeabile, garantita
fino a 40 metri di profondità.

Recensione

Durata batteria: purtroppo, la durata della batteria di GoPro continua a deludere, ma la maggior parte delle altre batterie della fotocamere sul mercato non sono meglio. E’ da 1,160mAh, GoPro sostiene che la Hero4 ha un’autonomia di 1 ora e 40 minuti in registrazione. E almeno è rimovibile, in modo da poter portare un ricambio e sostituirla. Non sorprende che, mantenendo lo schermo acceso, ciò ha avuto un effetto negativo sulla durata della batteria .

Prestazioni: nei test, La Silver Hero4 ha presentato un enorme miglioramento rispetto alla Hero3 + Silver Edition. All’esterno si presenta come una Hero3 + Black Edition rimarchiata anche perchè impiega un sensore simile (se non identico) da 12 megapixel. E registra nelle stesse risoluzioni, tra cui 4K a 15 fps; 2.7K a 30 e 24 fps; 1440P a 48, 30, e 24 fps; 1080p a 60, 48, 30, e 24 fps; 960p a 100 e 60 fps; e 720p a 120, 60, e 30 fps. Tuttavia, la Silver Hero4 ha una nuova modalità di ripresa che registra video a intervalli di cinque, 10, 30, e 60 secondi. Inoltre, il nuovo Hero4 argento ha un ambiente notturno per scattare immagini fisse migliori in condizioni di scarsa luce.

Come alimentare il proprio Pc senza corrente elettrica

Può capitare di aver bisogno di utilizzare il proprio pc laptop in un posto che non ha elettricità. Pensiamo ai camper, alle barche, a posti isolati, in montagna, nelle baite. I portatili hanno una batteria ricaricabile, è vero, spesso anche di lunga durata, ma se il tempo che dobbiamo passare in questo luogo isolato è tanto, prima o poi dovremo ricaricare le batterie. Come fare?

Le soluzioni sono due. Utilizzare un generatore elettrico a benzina o nafta, utilizzare i pannelli fotovoltaici. Nel primo caso si è un po’ scomodi. Il generatore di corrente, per saperne di più vedi www.generatoredicorrente.com, è un motore che alimentato con combustibile quale benzina, gas o nafta genera movimento che a sua volta produce energia elettrica.

Anche se esistono dei modelli portatili, il tutto pesa almeno una decina di chili e c’è bisogno di portarsi dietro anche il combustibile.

La seconda soluzione è quella più praticabile. Si tratta di utilizzare un kit composto da pannello fotovoltaico, inverter e regolatore di carica.

I pannelli fotovoltaici trasformano l’energia solare in corrente elettrica. L’inverter converter questa energia elettrica costante in alternata (quella che utilizzano i nostri elettrodomestici compreso il pc) ed il regolatore di carica fa sì che le batterie non ricevano picchi troppo alti di voltaggio in modo da essere bruciate.

Per alimentare un piccolo laptop che consuma 40-50 watt, ci vuole un pannello fotovoltaico almeno da 100-150 watt. Il problema è che un pannello del genere è un po’ ingombrante misura circa 1,5 metri per 60 cm. Potrebbe andare bene anche uno da 50-80 watt. E’ chiaro che un modulo più piccolo necessita di più ore di esposizione solare per ricaricare le batterie del nostro pc, ma potrebbe essere un buon compromesso per cercare qualcosa di più “trasportabile”.

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Come montare il Piccolo Kit fotovoltaico per il proprio Pc

Partiamo dal modulo solare. Va esposto al sole senza ombreggiamenti, inclinato di circa 30-35 gradi verso sud. Produrrà energia elettrica in corrente continua a 12 V.

Ora prendiamo il regolatore di carica che ha la funzione di regolare la carica della batteria del pc. Evita la scarica eccessiva dell’accumulatore o la sua sovraccarica. Si connette al pannello solare tramite filo elettrico e fusibile.

L’inverter come detto trasforma la corrente da continua ad alternata, che è quella che ci serve per il nostro pc o per ricaricare tablet, smartphone ecc. E’ una scatolina piccolina, uno da 200 watt costa circa 30 euro. Normalmente questi piccoli inverter hanno un cavetto per collegarlo alla batteria dell’auto e, più frequentemente, un cavo per collegarlo, in alternativa, all’accendisigari dell’auto.

Seguendo lo schema della foto sopra il modulo si connette al regolatore di carica che a sua volta va collegato all’ inverter e ad una eventuale batteria dell’ auto. Noi colleghiamo la presa elettrica del nostro pc direttamente all’ inverter ed il gioco è fatto. Costo totale circa 150 euro con un pannello da 100-150 watt, 70 euro con un pannello da 50 watt.