Smartwatch più costoso, il Samsung Gear 2

gear2E’ sicuramente lo smartwatch più costoso del mercato (circa 300 euro), si tratta del Samsung Gear 2 che succede al vecchio modello uscito lo scorso anno. L’hardware scelto da Samsung è di ottimo livello: il display touch Super Amoled offre una buona leggibilità in ogni condizione di luce e un contrasto di tutto rispetto. Grazie alla memoria interna di 4 GB, il dispositivo può poi gestire una libreria musicale in autonomia, mentre la fotocamera integrata da 2 Mpixel offre una qualità discreta per gli scatti improvvisati.

La cassa del Gear 2 non è munita di porta Micro Usb ma deve essere collega ta a un piccolo guscio esterno che poi si connette all’alimentatore. Benché migliorato rispetto alla versione originale, il cradle pare una scelta forzata, anche viste le dimensioni non proprio compatte dello smartwatch.

Il corpo in metallo offre comunque una eccellente sensazione di robustezza e migliora l’estetica del primo Gear; aggiungendo anche la certificazione di impermeabilità IP67, protetto da immersione temporanea. Oltre ai classici sensori, il Gear 2 dispone sul retro della cassa di un cardiofrequenzimetro che permette di misurare le pulsazioni di chi lo indossa. L’inclusione del frequenzimetro resta inoltre una scelta interessante per estendere l’utilizzo dello smartwatch all’ambito fitness.

Il sistema operativo è Tizen e offre una buona interfaccia utente gestibile con semplicità attraverso lo schermo tattile. Oltre alle classiche funzioni di notifica, permette di consultare le previsioni meteorologiche, di controllare la libreria musicale (dell’orologio e dello smartphone) e di gestire la fotocamera. Molto comodo è poi il controllo vocale, gestito attraverso la piattaforma Samsung S-Voi ce, tramite cui si possono ad esempio effettuare chiamate (grazie al microfono e all’altoparlante integrati). I limiti principali sono il prezzo e la compatibilità limitata agli apparati Samsung. Oltre 200 le applicazioni dedicate disponibili sullo store Samsung Apps.

I sistemi Anti Intrusione a Raggi infrarossi

sensori_esterniColoro che vivono al piano terra o in ville, che hanno un facile accesso dall’ esterno hanno il terrore delle intrusioni. Ladri e malintenzionati hanno infatti vita facile per penetrare all’ interno delle abitazioni.

Proprio per questo sono stati progettati allarmi in grado di “neutralizzare” qualsiasi tentativo. Uno degli ultimi ritrovati tecnologici è rappresentato dalle barriere perimetrali a raggi infrarossi. Cerchiamo di capirne di più sul loro funzionamento e sulle possibili applicazioni per la sicurezza della casa.

Un sistema di antifurto è composto da centralina, sensori, contatti magnetici e sirena. I più complessi possono avere anche telecamere di sorveglianza che inviano costantemente via Internet video, suono ed immagini della zona sorvegliata. I sensori sono quelli che controllano i movimenti ed, in caso di intrusione, inviano un segnale di allarme alla centrale. La stessa provvederà a far “suonare” la sirena e nel contempo ad inviare una chiamata tramite il combinatore telefonico a dei numeri prestabiliti.

Come detto il sensore si occupa del controllo esterno. Se qualcuno entra nell’ area controllata invia un allarme. I rilevatori o sensori sono, nella maggiorparte dei casi, dei Pir ovvero “passive infrared“. Un sensore che è in grado di rilevare a distanza la variazione di calore. Dato che ogni corpo umano emette calore, il sensore tramite emissione a raggi infrarossi si accorge della presenza.

Nel caso delle barriere perimetrali, soprattutto quelle utilizzate all’esterno per proteggere muri e balconi, i sensori sono attivi. Ci sarà un emettitore ed un ricevitore. Quando il fascio di raggi infrarossi viene interrotto, si invia un segnale di allarme.

Queste barriere sono tarate in modo da non creare falsi allarmi, “funzione pet immune”, quando passano degli animali di fronte a loro. Cani, gatti ed uccelli potrebbero far credere che ci sia un presenza umana quando invece non è così. Sono inoltre resistenti ad intemperie e getti d’acqua ed hanno la funzione antistrappo e anti sabotaggio.

Alcuni sensori sono anche a microonde, ovvero doppia tecnologia combinata con i raggi infrarossi. L’allarme scatterà solo quando sono verificate le due condizioni, infrarossi e microonde. Ciò se da un lato abbassa la “sensibilità” dell’ allarme, dall’ altro lato garantisce un’immunità ai falsi allarmi.

Il prezzo dei sistemi anti intrusione a raggi infrarossi è piuttosto economico. Una coppia di rilevatori costa circa 150 euro di buona qualità. Una centrale invece ha un prezzo compreso tra 300 e 700 euro mentre una sirena costa circa 100 euro. Potete anche usufruire delle detrazioni fiscali del 50% per coloro che acquistano questi apparati di sicurezza.