Raspberry Pi guida e Recensione

Il Raspberry Pi è nato con lo scopo di fornire uno strumento economico per avvicinarsi al mondo dell’informatica e dell’automazione domotica. L’idea ha preso forma nel 2006 quando Eben Upton e alcuni colleghi (Rob Mullins. Jack Long e Alan Mycruft) del Computer laboratory presso l’Università di Cambridge hanno preso coscienza, con preoccupazione, del progressivo impoverimento delle competenze informatiche degli studenti che presentavano richiesta per i corsi di studio. Come dichiarano i padri della fondazione Raspberry Pi sul loro sito Web.

Il profilo dei curriculum presentati negli anni ’90 era molto diverso da quello dei primi anni del nuovo millennio. In soli 10 anni si era passati da studenti che avevano coltivato un’esperienza di programmazione a livello di hobby, a studenti che nei casi migliori si erano cimentati con software per realizzare siti Web. In modo analogo si erano modificati anche i corsi di studio: non si introduceva più il computer come strumento e non si spiegava più come sfruttarne le potenzialità attraverso la programmazione, bensì ci si concentrava sul l’insegna re come utilizzare pacchetti software preconfezionati.

La diffusione del Pc aveva spazzato via le console e qui computer che erano stata una palestra di programmazione per le precedenti generazioni. Partendo da queste constatazione il gruppo dell’Università di Cambridge si mise alla ricerca di una piattaforma a basso costo che potesse svolgere il ruolo di una moderna palestra di programmazione. Tra il 2006 e il 2008 Eden progettò e realizzò diversi prototipi di quello che oggi è il Raspberry Pi. Già nel 2008 il prezzo dei processori realizzati per il mercato dei dispositivi mobili era calato molto e questi stessi chip erano dotati di una potenza di calcolo e di funzioni multimediali sufficienti per realizzare un ambiente di sviluppo che potesse attrarre l’attenzione dei più piccoli. Per passare alla realizzazione finale del progetto Eben Upton, Rob Mullins, Jack Lang, Alan Mycroft hanno collaborato con Pete lomas (ricercatore della Norcott Technologies) e David Braben (ideatore del BBC Micro game Elite) per dare vita alla fondazione Raspberry Pi; questa ha lo scopo di raccogliere i fondi e creare i contatti necessari a rendere possibile la produzione e la vendita del piccolo computer.

Il Raspberry Pi – conosciuto anche come raspi o RPi – è un piccolo computer costruito su una scheda elettronica delle dimensioni di una carta di credito (85,60 x 53,98 min). Nello spazio di circa 46 cm: è presente tutto l’hardware: il processore è un Soc (System ott a Chip) Broadcom BCM2835 all’intero del quale è presente una componente Cpu con architettura Arm che opera alla frequenza base di 700 MHz, una componente Gpu di tipo VideoCore IV con capacità grafiche 2D e 3D, funzioni multimediali di codifica e decodifica Full Hd in standard H.264, così come il supporto a videocamere.

Il Raspberry Pi è disponibile in due versioni: il Model A e il Model B, rispettivamente equipaggiati con 256 Mbyte e 512 Mbyte di memoria Sdram. Le differenze riguardano anche altre caratteristiche hardware: il Model B ha una porta di rete Ethernet 10/100 e di una seconda porta Usb 2.0; il Model A manca di queste caratteristiche per consumare il possibile. Entrambi i modelli hanno due uscite video: una digitale di tipo Hdmi e una analogica di tipo videocomposito con connettore Rea. L’uscita audio porta il segnale sul canale Hdmi o sul connettore analogico minijack.

II Raspberry Pi integra un’interfaccia a basso livello Gpio (Liberal Purpose Input/Output) alla quale possono essere collegati dispositivi o componenti elettronici aggiuntivi. Oltre alla porta Gpio è presente anche un’interfaccia Csi S5 per collegare un modulo con fotocamera e videocamera digitale simile a quelle presenti nei moderni smartphone.

Dal 14 maggio 2013 è possibile prenotare, tramite i distributori autorizzati, il Raspberry Pi Camera Module al costo di 24,05 euro Iva inclusa. Sempre sul Pcb è presente anche un’interfaccia Dsi {Digital Screen Interface) alla quale è possibile collegare display Tft dotati di funzioni touch. Per funzionare – come tutti i computer -anche il Raspberry Pi richiede l’utilizzo di un sistema operativo e di applicazioni. La scheda non integra memoria statica e il sistema operativo deve essere installato su una scheda Sd da inserire nell’apposito slot e lettore collocato sul lato inferiore del Pcb.

I sistemi operativi supportati sono la distribuzione Debian Gnu/Linux (è disponibile la versione Raspbian ottimizzata per l’hardware del Raspberry Pi), quella Fedora e Arch Linux.

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