Come Mandare messaggi segreti su Facebook

steganografiaSecretbook e un progetto della Oxford University utilizzabile solo su Facebook e con il browser Google Chrome. Permette di nascondere un testo (massimo 140 caratteri) all’interno di un’immagine e pubblicarla sul social network di Mark Zuckerberg. Naturalmente, solo chi conosce la password può codificare correttamente la foto e leggere il messaggio nascosto al suo interno. Per utilizzare la tecnica della steganografia, così fu chiamata quando gli antichi greci la inventarono per la prima volta, è necessario installare l’apposita estensione per Google Chrome. A questo punto si seleziona una foto abbastanza grande e colorata da permetterci di nascondere il numero di caratteri necessari a comporre l’intero messaggio.

Secretbook ha di base un funzionamento semplice e veloce: il software va a modificare il colore di una serie di pixel all’interno della foto. Se conosciuta dal destinatario, tale modifica permette la lettura del testo che nessun altro sarà in grado di decifrare. Inoltre, la particolarità dell’estensione, sta nel fatto che è stato implementato lo stesso algoritmo utilizzato da Facebook per comprimere e formattare le immagini. Questo fa si che il messaggio criptato all’interno della fotografia non venga modificato, perché l’ottimizzazione del codice non è lasciata in mano al social network. Le foto con i messaggi segreti possono essere pubblicati sul proprio profilo, su quello di un amico, su una Fan Page Facebook o su quella di un gruppo.

Gli utenti ai quali è destinato il messaggio criptato, per poter leggere il contenuto, dovranno anch’essi scaricare e installare l’estensione per Google Chrome. In aggiunta (e non di poco conto), dovranno ovviamente conoscere e digitare la
password con cui la loto e stata protetta. Se questa corrisponde a quella inserita nell’immagine, il messaggio viene visualizzato in chiaro. Un bel trucco, non c’è che dire, tanto che sono già in molti a temere che questo sistema possa essere utilizzato da malintenzionati per scopi poco leciti. Che la sicurezza degli utenti Facebook sia a rischio per una piccola estensione e una tecnica che risale addirittura ad oltre 2.000 anni fa?

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