Cosa sono I sensori Pir Anti Intrusione

Uno dei componenti più importanti in un antifurto della casa è rappresentato dal sensore Pir. Si presenta come una piccola scatola con una lente in plastica ed è in grado di rilevare il movimento di un corpo umano a distanza. Va utilizzato insieme alla centralina a cui invia un segnale di allarme.

Vengono utilizzati in tantissimi elettrodomestici perchè poco costosi, piccoli ed in grado di assorbire un livello minimo di energia elettrica. I sensori infatti trovano impiego nel settore industriale, in quello automotive e nei componenti elettronici e nella domotica per la casa. Molto utili anche nel controllo dell’ illuminazione, ad esempio fanno accendere la luce quano una persona entra in una stanza.

Nel nostro caso, funzionano bene come anti intrusione. Rilevano la presenza di un corpo umano a distanza di diverse decine di metri.sensore-pir

Come funzionano:

ogni corpo umano emette calore. Il sensore Pir è in grado di “captare” a distanza la variazione di temperatura all’interno di una stanza. In pratica memorizza i dati nel momento di stasi, quando nessuno è presente, al momento dell’accensione e si accorge della differenza che si viene a creare quando qualcuno entra nella zona sottoposta al suo controllo. La funzione “pet immune” presente nella maggiorparte dei prodotti fa sì che il sensore non debba rilevare l’allarme quando passano davanti alla sua zona animali domestici oppure uccellini se installati all’aperto.

Un PIR è in pratica costituito da un piccolo sensore piroelettrico in grado di rilevare i livelli di radiazione infrarossa. Si trova all’interno della scatolina che va installata a muro. Questo sensore emette alcune radiazioni di raggi infrarossi che leggono la temperatura di un corpo a distanza .

Non ci sono soltanto i sensori passivi, ma anche quelli attivi. In questo caso il raggio emesso viene riflesso da un altro sensore specchio posto davanti all’ altro. Sono utilizzati per creare delle barriere perimetrali anti intrusione, ovvero per proteggere le zone esterne come muri perimetrali e giardini. Si crea un raggio invisibile che se attraversato da un intruso si interrompe e fa scattare l’allarme.

I Pir possono essere utilizzati all’interno oppure all’ aperto. In quest’ultimo caso devono possedere un alto grado di protezione IP per resistere ad agenti atmosferici come pioggia, neve e vento. Sono dotati anche di sistemi anti accecamento, antistrappo. Lavorano spesso su una doppia frequenza ridondante, in modo da poter essere difficilmente intercettati quando inviano il segnale alla centralina.

I prezzi per un Pir interno è molto basso. Circa 20-40 euro. Ovviamente ci sono anche sensori che superano i 100 euro. Un pochino più cari quelli attivi da esterno che riescono a coprire anche perimetri di 100 metri. In questo caso il prezzo arriva anche a 200-300 euro la coppia.

I sensori a microonde

un’altra tecnologia nella rilevazione del movimento di una persona all’ interno di una stanza è quella che utilizza le microonde. In questo caso si tratta di radio frequenze. La tecnologia ad infrarossi e microwave può essere anche usata congiuntamente, in questo caso avremo sensori detti “a doppia tecnologia”. L’allarme viene attivato solo se i due controlli (microonde e infrarossi) hanno dato esito positivo).

Risorse

Sensore infrarossi wikipedia

Quanto costa Installare un Impianto Fotovoltaico

Produrre dal sole energia elettrica sembra una cosa fantascientifica ma è semplicissima. Si tratta di installare e montare dei moduli fotovoltaici che trasformano l’irraggiamento solare in corrente da utilizzare all’interno delle nostre case. Questi tipi di impianti ormai sono presenti in tantissimi tetti di edifici e palazzi, ma anche in campi agricoli.

Il boom del settore delle rinnovabili è stato fortissimo negli ultimi 10 anni, ma ha accusato un calo invece negli ultimi tre anni. Il motivo è la fine degli incentivi del conto energia, quel sistema che prevedeva il rimborso per vent’anni di tutta l’energia elettrica prodotta da fotovoltaico. Ma quanto costa installare un impianto fotovoltaico? Vale la pena ancora montare un sistema solare sul tetto della casa. Cerchiamo di rispondere a queste domande.

Quanto produce un sistema fotovoltaico

Dipende da molti fattori, in primis dalla zona climatica in cui verrà montato. Al sud Italia un sistema da 1 kW di potenza in grado di generare anche 1500 kWh l’anno, al centro Italia circa 1300, al Nord Italia 1200. Sono ottimi valori se pensiamo che la Germania, ancora più a nord di noi, è il primo paese al mondo per impianti installati. Significa che la convenienza c’è, soprattutto per le nostre zone climatiche.

montaggio impianto fotovoltaico

Per capire di quanta corrente abbiamo necessità durante l’anno, basta prendere tutte le nostre bollette elettriche. Sommiamo i kilowatt consumati e avremo un’idea di quello che è l’assorbimento annuale della nostra famiglia. A quel punto cerchiamo di dimensionare l’impianto fotovoltaico. Anche perchè lo scopo è quello di consumare il piú possibile l’energia prodotta durante il giorno perchè di notte i moduli non producono. Quindi dovremo fare le lavatrici di giorno, usare il forno di giorno, asciugacapelli di giorno, insomma il contrario di quello che facciamo ora.

Quanto spazio occupa un impianto solare

Per ogni kilowatt ci vogliono almeno 8 metr quadri di spazio, un’ area che non è casuale, ma deve essere non ombreggiata ed esposta a sud, con un’inclinazione dei moduli di circa 30°. È molto importante quindi che non ci siano ombreggiature nella parte in cui andremo ad istallare il nostro impianto.

Recuperare l’investimento iniziale con gli incentivi

Anche per il 2016 ci sono le detrazioni fiscali del 50% su una spesa massima di € 48.000 per impianti sotto i 20 kW di potenza. Ci rientrano tutti gli impianti casalinghi. Se quindi spendiamo per un sistema fotovoltaico  € 10.000, possiamo portare in detrazione € 5000 in 10 anni. Ovvero € 500 ogni anno. Si tratta di un bel risparmio fiscale.

Quanto costano i moduli fotovoltaici

I prezzi, come detto, negli ultimi 10 anni si sono abbassati moltissimo. Oggi un sistema da 3 kWp, ideale per una famiglia di quattro persone, costa circa € 6000, con gli incentivi fiscali lo paghiamola metà. È in grado di produrre energia energia elettrica che ci fa risparmiare circa € 600 l’anno in bolletta. Calcolando 20 centesimi di euro per 3000 kilowatt prodotti.

quanto dura un impianto fotovoltaico

Un sistema del genere può durare anche decine e decine di anni. Calcolate che la garanzia delle marche è di 25 anni sull’ 80% del rendimento iniziale. Significa che dopo un quarto di secolo i pannelli funzionano ancora ma con rendimenti ridotti del 20%.

Maggiori informazioni: http://www.pannellifotovoltaiciprezzi.org/
http://www.gse.it/it/Pages/default.aspx

 

Produrre Acqua Calda con il sole

pannellisolariNon tutti sanno, oppure forse lo immaginano, che con il sole si può produrre acqua calda evitando l’utilizzo di gas oppure elettricità. Si fa uso di pannelli solari termici, http://www.pannellisolaritermici.org/, ovvero dei collettori, tubi, messi all’interno di un vetro di colore nero ove scorre acqua fredda. L’irraggiamento solare non fa che scaldare l’acqua che viene poi messa a disposizione della casa per uso sanitario. L’abbiamo spiegata un po’ in maniera semplice, ma il funzionamento è pressochè questo.

Ovviamente ci sono soluzioni più innovative, ad esempio i pannelli solari termici heat pipe, che aumentano le prestazioni e permettono di avere acqua calda anche d’inverno, quando il sole è fiacco o non c’è per nulla.

Ci sono poi i pannelli a circolazione naturale che sono molto economici e semplici da montare, ovviamente risultano essere meno efficienti e in caso di maltempo tendono a disperdere il calore.

Quelli invece a circolazione forzata si servono di una pompa elettrica collegata tramite sonde ad una centralina solare per far circolare l’acqua scaldata dal sole. Si tratta di un impianto più complicato dato che possiede il collettore termico connesso ad una  serpentina che si trova nel serbatoio. Il liquido dei pannelli si scalda e da’ il via ad una centralina elettronica che comanda una pompa elettrica. Così facendo il liquido caldo va nella serpentina e scalda l’acqua presente nel serbatoio.

I lati positivi della circolazione forzata son proprio dovuti al fatto che il funzionamento avviene in “maniera forzata”, quindi il serbatoio (che può avere un ingombro fino a 300-500 kg) non pone vincoli di posizionamento ed esteticamente all’esterno dell’abitazione ci sono solo i pannelli.

I Collettori solari possono essere utilizzati anche per riscaldare la  casa tramite sistemi con riscaldamento a pavimento a pannelli radianti. In pratica l’acqua calda va a finire nelle serpentine installate sotto il pavimento di casa che irraggiano calore all’ ambiente con notevole risparmio nella bolletta del gas che viene praticamente azzerata.

Gli incentivi: il governo RENZI ha prolungato fino al 31 dicembre 2016 le detrazioni fiscali per coloro che acquistano pannelli solari termici che vanno a sostituire scalda acqua elettrici e a gas. In pratica per 10 anni possiamo detrarre il 65% del costo dell’ acquisto in 10 rate di eguale misura. Se si sceglie invece per il conto termico si ha diritto ad una remunerazione fissa per 2 anni in base alla grandezza dell’impianto. Stessa cosa vale se desideriamo acquistare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. In questo caso le detrazioni sono del 50% per una spesa massima di 48.000 euro.

Se invece volete divertirvi con il fai da te potete pensare anche di costruire un impianto con pannelli solari termici per riscaldare l’acqua con poco. Basta sapere un po’ di inglese e seguire il video qui sotto:

Come Trasformare lo Smartphone in un impianto Hi-Fi

Se una volta, per ascoltare musica in alta qualità, serviva un impianto stereo costoso composto da amplificatore, piatto e cd, oggi ci serve solo uno smartphone ed una docking station. La fruizione della musica è di certo cambiata, non esiste più il supporto fisico come un nastro, disco in vinile o cd, ci sono gli mp3. Trasformare lo smartphone in un impianto hi-fi con una buona qualità musicale è semplice e relativamente economico.

Ascoltare musica è gratuito grazie a servizi come Spotify e Deezer che mettono a disposizione un catalogo sterminato di artisti in cambio dell’ ascolto di qualche pubblicità ogni tanto. Questi programmi sono disponibili in app sia per Android che per Apple IOS. Ora dobbiamo dotarci di una docking station, ovvero di una cassa fisica da cui uscirà l’audio. Maggiore spendiamo e migliore sarà la qualità. Ci sono speaker da 30 euro come da 500 euro.

Diciamo che per avere qualcosa che si avvicini ad un vecchio hi-fi degli anni 80 dobbiamo spendere almeno 300 euro. La cosa buona è che queste casse o docking station possono essere utilizzate non solo con il nostro smartphone ma anche con altri dispositivi come tablet, pc, ma anche smart tv per ricreare un audio degno di un cinema.

Si possono collegare senza fili via bluetooth oppure con vado jack da 3,5 mm. In alcuni casi non c’è nemmeno bisogno dello smartphone perchè alcune docking station possono ricevere direttamente il segnale wifi del router adsl internet per connettersi alla rete e fare il play dei brani musicali come degli speaker wireless. La maggiorparte delle docking station possiede anche il telecomando per il controllo da remoto a distanza.

philips docking

Sony RDPX200IPN.EU8 Diffusore con Docking Station:Questo apparecchio è compatibile con gli iPad dotati del primo connettore (iPad dalla prima alla terza generazione). La qualità audio è molto buona, come dimostrano i risultati sia delle misurazioni strumentali sia delle prove di ascolto. Ottiene risultati lusinghieri anche per quanto riguarda la facilità d’uso e i consumi. L’unico neo è dato dal telecomando, migliorabile nella qualità e nella funzionalità.

Philips DCM3260/12: questa docking station ha un audio molto potente, con bassi ricchi e profondi, è compatibile sono con Ipod, Ipad e Iphone, non possiede il bluetooth, bisogna qundi inserire il proprio smartphone nella dock.

Bose® Diffusore SoundLink® Bluetooth® Serie III – Grigio: la qualità di Bose non si discute, questa docking station può essere usata con qualsiasi smartphone grazie al collegamento bluetooth. Potenza e bassi sono straordinari ed effettivamente ci si stupisce sia per la qualità sonora, sia di come un oggetto dalle dimensioni così piccole possa avere delle prestazioni così elevate.

Edifier R1280T. assomigliano alle vecchie casse per hi-fi ed in effetti sono identiche. La differenza è che sono amplificate quindi possono essere usate su qualsiasi dispositivo, smartphone inclusi, che abbia un attacco da 3,5 mm con il cavo jack.

Come far Interagire gli Elettrodomestici con la Domotica e IFTTT

Si chiama Internet delle cose o IFTTT acronimo di If this then that ovvero “se accade questo come conseguenza deve succedere quest’altro“, una tecnologia per far interagire vari dispositivi elettronici connessi tra loro. IFTTT è un portale creato tanti anni fa ora diventato un punto di riferimento per chi vuole divertirsi a creare iterazioni fra vari dispositivi.

Facciamo qualche esempio: un’applicazione che invia un messaggio sms quando esce un nuovo Tweet, oppure una mail inviata se inizia a piovere nella nostra città. Si chiamano Recipes, ovvero ricette, script già pronti per essere utilizzati e che automatizzano vari aspetti dei nostri smartphone. Insomma siamo solo all’inizio anche perchè IFTTT può integrarsi con la domotica, ovvero con l’automazione della casa, ma anche con prodotti già disponibili sul mercato come i vasi smartwatch e le luci Philips Hue. Divertente è veder cambiare il colore della luce a seconda di una foto postata su Instagram.

domotica

Possiamo controllare a distanza, da Internet, l’accensione e spegnimento dei nostri termosifoni (ad esempio grazie ai cronotermostati wifi come NetAtmo oppure Nest), nonchè la regolazione della temperatura, chiudere le tapparelle, far partire l’irrigazione, oppure gestire il nostro antifurto per la casa. Molte centraline infatti permettono la gestione completa tramite internet. Siamo in grado quindi sia di attivare e disattivare l’allarme, ma anche avere in tempo reale la situazione del nostro appartamento. Se qualcuno si introduce infatti nella nostra casa, il sistema ci avvisa inviandoci un alert via app. Possiamo, tramite telecamere installate in casa, vedere in tempo reale chi si è introdotto e registrare anche video e ascoltare i suoni.

Insomma la tendenza è quella di avere connessi tutti i dispositivi di casa. Elettrodomestici che parlano tra loro sincronizzandosi tramite il linguaggio KNX, ormai divenuto standard nella domotica. I condizionatori possono così attivarsi se la temperatura dell’ ambiente si fa troppo calda, le finestre chiudersi da sole se i sensori rilevano pioggia, oppure se lo decidiamo noi da remoto.

Addirittura possiamo rispondere al citofono di casa anche se siamo assenti grazie ai nuovi prodotti che si connettono ad Internet via wifi. La telecamera posta davanti ci fa vedere chi è chi si è presentato sulla soglia. A quel punto possiamo anche decidere di aprire la porta oppure rispondere con la voce facendo finta di essere in casa, in realta magari siamo a migliaia di chilometri.

netatmo

netatmo cronotermostato wifi via internet

Controllare la caldaia a distanza via internet

Netatmo è un cronotermostato wifi che sostituisce quello vecchio. E’ dotato di trasmettitore ricevitore wireless che si collega con il router adsl di casa. E’ contrallabile e programmabile da remoto via Internet, con una semplice app installabile su smartphone. Possiamo quindi accendere e spegnere da distanza la caldaia, programmare la temperatura e tante altre cose che ci fanno risparmiare tantissimo sulla bolletta del gas. Pensate ad esempio se oggi si decide di non tornare a casa o di tornare tardi. Possiamo spegnere i termosifoni, oppure, al contrario si rincasa presto e si vuole avere la casa calda.

I Migliori Sistemi Multiroom per ascoltare la musica in piú stanze

Fino a poco tempo fa la musica si ascoltava da un cd, un registratore, un disco. Con gli mp3 ed Internet è diventata “liquida”. Può essere fruita senza un supporto magnetico o ottico, la fonte è il nostro cellulare, il pc, oppure direttamente Internet. Sono nati così i sistemi sonori, speaker wireless, che utilizzano Spotify, oppure Deezer, connettendosi al web e mettendo a disposizione un catalogo musicale immenso.

I sistemi multiroom, speaker wireless che si connettono senza fili, hanno poi permesso di ascoltare file musicali in piú stanze, anche con fonti sonore diffeenti. Oggi vogliamo spiegarvi come creare un sistema multi stanza con poche centinaia di euro.

Non abbiamo bisogno di cd, amplificatori, ma soltanto degli speaker wireless, di una connessione Internet oppure di una chiavetta Usb dove ci sono i nostri file musicali.

Sistemi Bose: conosciuta come una delle migliori brand per gli amanti dell’ hi-fi il brand americano si è buttato sul mercato dei “multiroom”. I sistemi SoundTouch e SoundTouch 30 rappresentano rispettivamente la base e il top dell’offerta di Bose. Il primo, compatto e portatile in virtù della batteria ricaricabile (dall’autonomia di circa tre ore), è adatto per stanze di piccole e medie dimensioni, mentre il secondo riesce a sonorizzare anche ambienti di maggior
cubatura.

sonos_multiroom

Identica la dotazione di entrambi i dispositivi, con display Oled frontale che durante l’ascolto visualizza la sorgente, il nome del brano in riproduzione, l’autore e il titolo dell’album, sei tasti di preset sul pannello superiore per avviare direttamente la riproduzione dalle sorgenti memorizzate più i controlli di volume, accensione e selezione dell’ingresso ausiliario a jack da 3,5 mm, posizionato sul retro. La connettività Wi-Fi si completa con una porta Ethernet (solo sul SoundTouch 30) e con le connessioni Usb, riservate alla configurazione da computer. Gli apparecchi sono certificati AirPlay, quindi gestibili direttamente da tutti i device Apple.

Sul piano sonoro, entrambi i Bose hanno una timbrica molto gradevole seppur non perfettamente neutra, che tende a privilegiare le frequenze medio basse. Il SoundTouch 30 ha esibito un fronte sonoro spazioso, una gamma bassa profonda − abbastanza controllata anche ad alto volume − e medio alti sufficientemente vivaci. Buona la dinamica e la tenuta in potenza, senza avvertibili distorsioni o risonanze indesiderate del cabinet anche a volume sostenuto. Come prevedibile,
il Portable ha riproposto la medesima impronta sonora ma in scala ridotta, esibendo una potenza d’uscita accettabile ma, soprattutto, un resa nei bassi inaspettata per un dispositivo di queste dimensioni.

Samsung: se volete spendere qualcosa in meno per creare un sistema multiroom potete optare per il SAMSUNG M5 ed il Samsung M7. L’M5 e l’M7 si differenziano esternamente  solo per le dimensioni, poiché adottano il medesimo design inconsueto a forma triangolare con il frontale arcuato, una soluzione interessante che consente di posizionare i diffusori in orizzontale o in verticale con il supporto da tavolo in dotazione. Il sistema di controllo è costituito dai comandi a sfioramento (mute, volume, SoundConnect, preset e Bluetooth) incorporati nel pannello superiore lucido (bianco o nero), mentre al vertice dei due lati posteriori è ricavato un vano che ospita una porta Ethernet, una Usb (solo per upgrade/ manutenzione) e due tasti per la connessione Wi-Fi con Wps e aggiunta di un ulteriore modulo audio Samsung.Gli speaker si connettono in wifi ad Internet e supportano servizi streaming quali Qobuz, Juke, Spotify, 7Digital, Rdio, Napster, Deezer, Murfie e 8tracks. Tra le opzioni interessanti vi è la possibilità di realizzare un sistema surround fino a 5 canali. Entrambi hanno esibito un buon impatto dinamico e una timbrica equilibrata, con una gamma bassa leggermente enfatizzata e medio altri trasparenti e vivaci. Apprezzabile la tenuta in potenza, più che adeguata per ambienti di medie dimensioni: alzando il volume oltre i 3/4 l’M5 ha perso leggermente in coesione e precisione, mentre l’M7 ha ovviamente dimostrato di fronteggiare più agevolmente il maggior impegno nel pilotare i driver.

JBL Flip II Sistema Audio Portabile: UNO SPEAKER wireless portatile a meno di 100 euro che suona benissimo. Dispone anche di microfono per poter essere utilizzato anche come speaker vivavoce per le chiamate al cellulare. Si connette con Bluetooth senza fili o con tecnologia NFC. Dotato di batteria ricaricabile ha un’autonomia di uso di circa 5 ore.

Sonos: azienda statunitense è stata tra le prime a presentare piattaforme audio wireless e multi ambiente. Tre versioni di altoparlanti amplificati siglati Sonos Play:1, Play:3 e Play:5. Play:1,costituisce l’entry level nel mondo Sonos: disponibile in tonalità bianca o nera, si tratta di un parallelepipedo dai bordi arrotondati, alto circa 16 cm e largo 12 cm, che ospita un driver da 3,5 pollici più un tweeter e l’elettronica. Ha una porta Ethernet per la connettività cablata, che si aggiunge al modulo Wi-Fi interno. L’unità riproduce l’audio mono, ma può essere abbinata via software ad altro dispositivo analogo per formare un dispositivo stereo. Più laboriosa la configurazione del Play:5, che grazie alla maggiori dimensioni (22 x 37 x 12 cm) e allo sviluppo in senso orizzontale è in grado di alloggiare un woofer da 3,5 pollici centrale, due midrange da 3 pollici e altrettanti tweeter, pilotati da cinque amplificatori in classe D. Il tutto lavora in configurazione bass reflex. Buona la timbrica del Play:1, rivelatosi adatto con tutti i generi musicali sfoggiando sempre un suono equilibrato, con bassi ben presenti, gamma media precisa e acuti leggermente arrotondati ma dettagliati; l’ottima resa in mono diventa poi eccellente in stereo con due Play:1 accoppiati via software. In modalità singola il Play:5 ha ovviamente rivelato una maggior estensione di gamma e una risoluzione migliore nei passaggi più impegnativi rispetto alla versione base, che rimane comunque su livelli di eccellenza difficili da eguagliare quanto a rapporto prezzo/ prestazioni.

Le Migliori Bistecchiere Elettriche da usare in Casa

Le bistecchiere elettriche sono un prodotto molto apprezzato nelle cucine italiane. Permettono di realizzare grigliate di carne, pesce e verdure in modo rapido e dietetico, senza oli né grassi. Grazie alla resistenza elettrica a serpentina, non si ha bisogno di gas o carbonella e si possono usare direttamente in cucina, al chiuso. Inoltre produce meno fumo e odori perché il termostato permette di regolare il calore. Alcuni modelli hanno un dispositivo specifico antifumo e antiodore.

migliori_bistecchiere_elettriche

E’quindi una valida alternativa al barbecue che si fa nel giardino visto che sopra possiamo cuocere di tutto. I migliori modelli in vendita hanno una o due piastre di cottura, solitamente di alluminio rivestito di materiale antiaderente, ma si trovano anche di pietra, ceramica o vetroceramica. Tutte permettono di cucinare light, ma l’antiaderente è più facile da pulire.

Se la utilizzate per grandi quantità di cibo, meglio la bistecchiera a due griglie, che possono essere posizionate l’una sopra l’altra, a contatto, per cuocere velocemente da entrambi i lati oppure essere disposte affiancate per raddoppiare la superficie di cottura. In alcuni modelli puoi addirittura girare la piastra.

La temperatura è regolabile da 70° C a 250° C e, in alcuni apparecchi, è possibile selezionare le due piastre su valori diversi, oppure bloccare quella superiore in posizione sollevata per evitare il contatto con i cibi. La potenza varia da 700-800 watt fino a 2400 watt: più è alta, prima la piastra si scalda e mantiene più a lungo il calore.

Philips HD6323/20: è fornito di coperchio per facilitare la cottura. Regolabile su temperature da 70 °C a 230 °C, ha potenza di 2000 watt e piastra antiaderente che può essere usata su due lati: liscia e con scanalature.

De’Longhi CGH902:una volta aperta, la superficie di cottura della bistecchiera CGH 902 di De Longhi raddoppia. Con piastre in materiale antiaderente, ha potenza di 1500 watt e un sistema che facilita la scolatura e la raccolta del grasso e dei liquidi, per una cottura ancora più light.

Girmi Grigliatutto BS45: la bistecchiera BS45 di Girmi è dotata di rivestimento interno antiaderente Petravera®, resistente come la pietra a graffi e usura, per una cottura perfetta senza oli né grassi. Ha potenza di 1500 watt e manico
termoresistente con chiusure laterali.

Ariete La Grigliata 2200: potenza da 2,2 Kw entra subito in temperatura. Ha il timer per la programmazione e vasca per lo scolo del grasso, si pulisce facilmente con un normale detersivo per i piatti. Coperchio in vetroresina che si può facilmente inserire nella lavastoviglie.