Migliori Dash Cam con Modalità Parcheggio

Le dash cam sono piccole telecamerine che si montano in auto. Hanno varie funzioni: permettono di riprendere la strada davanti per avere una testimonianza in caso di incidente, ma possono essere utili anche quando lasciamo l’auto parcheggiata. Molti modelli lavorano infatti in “modalità parcheggio“, parkink mode, ovvero hanno un sensore che si attiva in caso di urto e riprende tutto quello che sta accadendo davanti o dietro l’auto. Sono quindi utili per avere video immagini di eventuali auto che ci hanno tamponato e che sono scappate, oppure di eventuali vandali.

Si noti che mentre quasi tutte le telecamere moderne sono dotate di un sensore G in grado di rilevare gli impatti alla vostra auto, solo alcuni di loro supportano il rilevamento del movimento visivo. Tieni presente che l’utilizzo del rilevamento del movimento ha senso quando si sta parcheggiando in un posto tranquillo. In una strada trafficata, tuttavia, dove le persone camminano per tutto il tempo, può portare all’attivazione della registrazione molto spesso, sprecando energia della batteria e lo spazio di archiviazione.

dash cam parcheggio

Diversi tipi di modalità di parcheggio

1. Modalità di parcheggio semplice: se l’impatto o il movimento viene rilevato dalla fotocamera parte la registrazione con la speranza di riprendere la targa dell’ auto o l’autore del sinistro. Il problema con questa modalità di parcheggio di base è che ci vogliono circa 2 secondi dal momento dell’ impatto all’ inizio della ripresa, potrebbe passare quindi troppo tempo.

2. Modalità di registrazione in loop: la fotocamera registra in modo continuo e salva la ripresa video nella memoria interna cancellando il vecchio minutaggio. Quando viene rilevato un impatto o un movimento salva tutto quello che è accaduto 10 o 20 secondi prima e da li’ in poi conserva tutto. Sarà visualizzato anche un avviso quando tornerai alla tua auto, perciò saprai che è successo qualcosa.

3. Modalità Time-lapse: un’alternativa alle modalità sopra indicate è la modalità time lapse, in cui la fotocamera scatta una foto al secondo (1fps). Ciò consente di guardare una versione a tempo trascorso di quello che stava succedendo attorno alla tua auto mentre sei andato via. Alcune fotocamere passeranno inoltre alla normale registrazione per un certo periodo di tempo dopo che rilevano un evento.

Come installare le camme Dash per la modalità di parcheggio

Le dashcam hanno una batteria limitata nel tempo che può durare anche 24 ore, ma se lasciamo l’auto parcheggiata per giorni dovremo collegarla alla  circuiteria interna dell’auto (con un kit di cablaggio) oppure all’accendisigari.

Tieni presente che un semplice kit di cablaggio NON scarica la batteria dell’automobile, l’assorbimento è molto basso..

Dash cam quale scegliere

Una videocamera utilizzata per la sorveglianza del’ auto nel parcheggio deve soddisfare i seguenti criteri:

  • Discreta: Probabilmente non vuoi che la tua videocamera sia troppo visibile, specialmente se utilizzerai per la sorveglianza nel parcheggio. Una grande fotocamera, visibile potrebbe attirare l’attenzione dei ladri.
  • Qualità video: dovrebbe ovviamente essere buona. Se si va per una camma a doppio canale, è consigliabile prenderne una che registra a risoluzione 1080p in entrambi i modi. Alcune a doppie camme, dual dash, registrano solo a 720p.
  • doppio canale : la dashcam montata sul parabrezza anteriore riprende solo la parte davanti, quella a doppio canale permette l’installazione di una telecamera anche dietro che comunica in bluetooth con quella davanti. Sono di recente introduzione anche dashcam con 4 lenti, in grado sulla carta di coprire un angolo visivo di quasi 360°; il costo di questi ultimi modelli è però ancora elevato. Nel caso di dashcam multilente, visto l’elevato traffico di informazioni cui è soggetto il microprocessore, generalmente la funzione GPS logger non è disponibile per risoluzioni superiori Full HD.
  • Affidabilità:ovvero deve funzionare sempre.
  • Scheda SD: Ultimo ma non meno importante, assicuratevi di installare una scheda di memoria capiente per non perdere i dati.

Per tutti questi motivi abbiamo selezionato i migliori modelli che hanno la modalità parcheggio:

Aukey dash cam: una delle piú economiche telecamere per Auto con risoluzione Full HD 1080P, Obiettivo Grandangolare di 170 Gradi, Visione Notturna, Rilevatore di Movimento, Registrazione in Loop, G-Sensor e 2,0″ Schermo LCD

Garmin Dash Cam 35: questa dash cam ha Funzioni di guida assistita con avvisi che includono l’allarme di collisione frontale e la presenza di telecamere e autovelox, GPS integrato: i filmati vengono integrati con i dati di posizione, direzione, velocità, data e ora per mostrare esattamente dove, come e quando sono stati registrati, sensore di rilevamento eventi consente di salvare e proteggere da sovrascrittura i filmati in caso di collisioni e degli incidenti.

Blackvue: telecamera a doppio canale da montare anteriormente e posteriormente. La migliore in assoluto, ha il wifi intergrato quindi si può collegare anche a spot e al cellulare. 3 modalità di registrazione, normale, eventi e modalità di parcheggio sono attivate tramite il supporto integrato, sensore G. Visione di registrazioni delle registrazioni SU SMARTPHONE, playback video, condividere social media e con file di back up BlackVue C, utilizzando la App. GPS integrato.

Per altri modelli e approfondimento: https://www.tecnofun.eu/le-migliori-dash-cam-per-video-riprese-in-auto/

 

FUJIFILM FINEPIX XP120 macchinetta fotografica waterproof recensione

Spesso siamo al mare o in piscina per scattare foto dei fondali o comunque in posti dove c’è il rischio che lo smartphone o una macchinetta fotografica possa bagnarsi. Anche se sul mercato esistono custodie impermeabili che proteggono dall’ acqua sarebbe meglio non rischiare ed acquistare una camera waterproof.
Fujifilm, in questi anni, ha sempre dato prova di puntare nello sviluppo dei modelli resistenti e si presenta puntuale all’appuntamento estivo con
un nuovo modello, la FinePix XP120, in offerta su Amazon.

Visto che si parla di una macchinetta fotografica waterproof, ovvero che può andare sott’acqua, la profondità massima è uno dei dati più importanti per i
subacquei che sono alla ricerca di un modello compatto da portare nelle loro immersioni: si è oggi passati ai 20 metri di profondità, sicuramente insufficienti
per i sub più esperti, ma adatti a chi ha un brevetto di primo livello, che consente di spingersi fino a 18 metri sotto l’acqua. Dal modello precedente (XP90), la XP120 eredita praticamente tutte le caratteristiche tecniche: stesso sensore, stesso processore d’immagine, stessa ottica e stesso (almeno apparentemente) corpo macchina.

In realtà, nonostante le dimensioni e il peso siano perfettamente coincidenti, l’affinamento del processo produttivo del guscio ha permesso di soddisfare certificazioni più restrittive. Per questo, se sulla carta l’XP90 si “ferma” a 15 metri di profondità  l’XP120 arriva a 20 metri . Da ricordare che il dato dichiarato è comunque un valore di sicurezza e come spesso capita (con i produttori affidabili) inferiore al limite massimo realmente supportato.

Per esempio, durante un’immersione, si può arrivare ad una profondità di 22,9 metri, senza nessun problema. Ovviamente, nella scelta dello strumento più adatto alle proprie necessità, non si può far conto su questa tolleranza, però è importante sapere che, a differenza dei prodotti cinesi low cost il valore indicato sia più che supportato. Processo produttivo della scocca a parte, la X120 e la X90 sono uguali. Il sensore è sempre un Cmos retroilluminato da 1/2,3” che conta 16,4 milioni di pixel, per fotografie dalla risoluzione massima di 4.608 x 3.456. 

Una risoluzione più che sufficiente, nel caso di un file da stampare in formato A3 (40 x 30 cm). La XP120 dispone di un sistema per la stabilizzazione ottica delle immagini e, in questo caso, la scelta è ricaduta su una soluzione sensor shift. La scala delle sensibilità arriva fino a 6.400 ISO, anche se – a questo valore – la risoluzione del file è limitata a 8 MPixel. L’interfaccia dei comandi è scarsa, ma nell’ottica di una punta-e-scatta questo non rappresenta certo uno svantaggio. La XP120 è infatti progettata per lavorare in pieno automatismo, senza che sia necessario variare i parametri di scatto. Le funzioni base (come ad esempio zoom, macro, flash e timer) sono facilmente modificabili tramite tasti dedicati (in verità un po’ piccoli, soprattutto se si utilizza questa fotocamera con i guanti). L’unica scelta discutibile è la posizione del tasto di registrazione video: non solo si trova di fianco al tasto on/off, ma per di più ha le stesse dimensioni. Anche l’ottica è ereditata dalla XP90. Si tratta di uno zoom Fujinon 5X, con escursione focale equivalente a un 28-140mm.

Vi ricordiamo che l’acqua ha un diverso IR o indice di rifrazione e questo zoom, nella fotografia subacquea, si comporta come un 37-185mm. Tra gli aggiornamenti “minori” rispetto al modello precedente vi segnaliamo il supporto, via wireless, alle stampanti instax SHARE di Fujifilm e una nuova modalità di scatto, la Cinemagraph. Con quest’ultima modalità potete creare cinemagrafie, ovvero immagini fisse in cui alcuni dettagli (scelti da voi) sono in movimento.
In definitiva, rispetto al modello precedente, ci sono davvero poche novità, ma poter arrivare fino a 20 metri costituisce da solo
un innegabile plus.

Panasonic Toughbook CF-XZ6 tablet convertibile resistente

Il Panasonic Toughbook CF-XZ6 è un tablet convertibile da 12 pollici con tastiera staccabile che appartiene alla categoria dei prodotti che possono essere usati in ambienti “difficili”, chiamati business rugged: si tratta di modelli molto robusti che possono resistere ad urti e cadute e che non rinunciano però a un design curato, a tecnologie moderne e a un’estetica gradevole.

Ha infatti un telaio in lega di magnesio antiurto e antigraffio che resiste a cadute da 76 cm e a carichi di pressione di 100 kgf. Dotato di sistema operativo Windows 10 Pro, ha a bordo un processore Core i5-7300U (Kaby Lake, di settima generazione) con 8 GB di memoria Ram e disco Ssd da 256 Gbyte nella configurazione base, il tutto in uno spessore di 22 mm. Il display Ips ha una risoluzione di 2.160 x 1.440 pixel, è Dual touch con riconoscimento di 10 dita e può essere usato anche con il pennino opzionale.

Toughbook CF-XZ6

Il tablet in sé ha una porta Usb type C e il connettore audio, mentre sulla tastiera troviamo tre porte Usb 3.0 full size, le uscite video Vga e Hdmi, la rete Gigabit Ethernet e il lettore di schede Sd. Nella tastiera c’è anche una seconda batteria, rimovibile a caldo, che porta l’autonomia complessiva a 14 ore. L’insieme tablet più tastiera pesa 1,18 kg.

Non manca una doppia fotocamera (8 Mpixel + 2 Mpixel frontale, quest’ultima compatibile con Windows Hello) e la possibilità di integrare un modem 4G. Il Toughbook CF-XZ6 è disponibile da luglio presso i partner Panasonic Business e ha un prezzo base indicativo di 2.300 euro Iva inclusa. La garanzia standard è di tre anni.

TP-LINK ARCHER VR2800 Recesione

Se state cercando un modem-router potente, veloce con connessione wifi ad ampia copertura, compatibile con VDSL2, ADSL2+, ADSL2 potete tranquillamente scegliere il TP-LINK ARCHER VR2800. Non costa poco, lo trovate in offerta su Amazon, ma state tranquilli che i soldi sono spesi bene.

Oltre ad essere compatibile con la maggior parte dei provider italiani, integra lo standard Wi-Fi di ultima generazione 802.11ac Wave 2 che consente di scambiare dati fino alla velocità di 2167 Mbps a 5 GHz e 600 Mbps a 2,4 GHz.

Trasferire un file, anche di grosse dimensioni, tra PC connessi alla stessa rete senza fili
richiederà pochissimi secondi, oltre al fatto che non avrai alcun problema con la visione di streaming a 4K e giochi on-line. Per migliorare la copertura è stato dotato di 4 antenne esterne con amplificatore di potenza. Integra 2 porte USB 3.0 per la condivisione di periferiche di archiviazione, stampanti e modem 3G/4G.

tplink ac2800

A gestire il tutto c’è un processore dual core da 1 GHz che evita congestioni e rallentamenti anche quando ci sono molti client connessi. Un router che vale i soldi spesi come detto.

Funziona anche senza linea Adsl

se avete una chiavetta Usb dongle 3G-4G basta inserirla nella porta Usb del modem e avete realizzato uno spot wifi senza avere la linea ADSL in casa.

Quello che è veramente cool è che, se il fornitore abituale abbia un’interruzione, è sufficiente inserire un dongle 3G / 4G in una delle porte USB. Boom, nuovo e nuovo.

Prestazioni

La versatilità è senza dubbio il forte abito del VR2600 e TP-Link continua questo tema con il supporto di alcuni dei più recenti standard di rete. Facendo buon uso delle bande a 2.4Ghz e 5GHz, le prestazioni WiFi sono valutate fino a 2167Mbps sulla banda a 5GHz e di 600Mbps sulla banda 2.4.

Quel impatto sulla velocità è riuscito grazie al miglioramento di NitroQAM. Ciò aumenta le velocità Wi-Fi del 25%. Poi c’è una tecnologia a 4 stream che gestisce 4 flussi di dati sulla banda 5GHz per aumentare la velocità globale del 33%.

Caratteristiche

 

Velocità
Velocità wireless ultima – Velocità wireless combinata fino a 600 Mbps (oltre 2.4GHz) e 2167 Mbps (oltre 5GHz)
Tecnologia NitroQAM – Utilizza lo schema di modulazione NitroQAM (1024 QAM) per una maggiore velocità di trasmissione dei dati, aumentando la velocità wireless fino al 25%
MU-MIMO Technology – Scambia simultaneamente i dati con diversi dispositivi, raggiungendo velocità che sono 4 volte più veloci dei router AC standard
802.11 ac – Fornisce una velocità di trasferimento dati 3 volte superiore a 802.11n per ogni flusso
CPU doppia-core – CPU dual-core a 1GHz e 2 processori di co-processori

Gamma Wi-Fi
Ultimate Range Wi-Fi – 4 antenne staccabili a doppia banda garantiscono una copertura Wi-Fi diffusa e una connessione stabile
Wi-Fi con Beamforming – La tecnologia Beamforming individua i dispositivi collegati e migliora ulteriormente la gamma di Archer VR2800 e la resistenza del segnale ad ogni dispositivo mobile, garantendo una connessione wireless più affidabile ed efficiente.

Affidabilità
Banda simultanea a doppia banda – Le bande Wi-Fi separate consentono a più dispositivi di connettersi alla rete senza una riduzione delle prestazioni
QoS – Device / Application-based QoS rende più facile per voi dare priorità al traffico Internet.

Facilità d’uso
Intuitive Web UI- Garantisce l’installazione rapida e semplice senza problemi
Connessione veloce – Collegare saldamente i dispositivi wireless premendo il pulsante WPS
Facile accensione / spegnimento – Attiva / disattiva l’alimentazione, la radio wireless e i LED separatamente utilizzando i pulsanti ON / OFF, Wi-Fi On / Off e LED On / Off
Gestione remota con TP-Link ID – Gestisci la tua rete domestica dal tuo smartphone o tablet tramite un singolo ID TP-Link, non importa dove ti trovi
Gestione senza problemi con l’applicazione Tether – La gestione della rete è semplice grazie all’applicazione TP-Link Tether App, disponibile su qualsiasi dispositivo Android o iOS

Sicurezza
Guest Network – Mantenere la rete principale protetta creando una rete separata per amici e visitatori
Controllo degli accessi – stabilire una lista bianca o una lista nera per consentire o bloccare determinati dispositivi dall’accesso a Internet
Controlli genitori – Gestisci quando e come i dispositivi connessi possono accedere a Internet
VPN Server – OpenVPN, PPTP VPN e IPSec VPN sono supportati, facilitando la creazione di una connessione protetta tra la tua rete privata e internet
Crittografia per la rete protetta – le crittografie WPA-PSK / WPA2-PSK offrono una protezione attiva dalle minacce alla sicurezza

Facile condivisione
Doppie porte USB per la condivisione veloce – Con due porte USB 3.0 ultra veloci è possibile accedere e condividere una stampante, nonché i file e i media localmente. Attraverso il server FTP del router del modem, è inoltre possibile accedere in modalità remota ai file e ai media dai dispositivi di rete
Velocità di trasferimento più veloce 10x – La porta USB 3.0 fornisce fino a 10 volte più veloce l’accesso ai dischi USB rispetto alle connessioni USB 2.0 di nuova generazione
Server di stampa integrato – Consente la stampa wireless da più computer (funziona in combinazione con una stampante USB)
Server multimediale incorporato – Consente di riprodurre musica, guardare video e visualizzare le foto da qualsiasi dispositivo della rete

Le Migliori Bistecchiere Elettriche da usare in Casa

Le bistecchiere elettriche sono un prodotto molto apprezzato nelle cucine italiane. Permettono di realizzare grigliate di carne, pesce e verdure in modo rapido e dietetico, senza oli né grassi. Grazie alla resistenza elettrica a serpentina, non si ha bisogno di gas o carbonella e si possono usare direttamente in cucina, al chiuso. Inoltre produce meno fumo e odori perché il termostato permette di regolare il calore. Alcuni modelli hanno un dispositivo specifico antifumo e antiodore.

Ci sono quelle professionali che costano centinaia di euro e quelle economiche da 70-80 euro.

migliori_bistecchiere_elettriche

E’quindi una valida alternativa al barbecue che si fa nel giardino visto che sopra possiamo cuocere di tutto. I migliori modelli in vendita hanno una o due piastre di cottura, solitamente di alluminio rivestito di materiale antiaderente, ma si trovano anche di pietra, ceramica o vetroceramica. Tutte permettono di cucinare light, ma l’antiaderente è più facile da pulire.

Se la utilizzate per grandi quantità di cibo, meglio la bistecchiera a due griglie, che possono essere posizionate l’una sopra l’altra, a contatto, per cuocere velocemente da entrambi i lati oppure essere disposte affiancate per raddoppiare la superficie di cottura. In alcuni modelli puoi addirittura girare la piastra.

La temperatura è regolabile da 70° C a 250° C e, in alcuni apparecchi, è possibile selezionare le due piastre su valori diversi, oppure bloccare quella superiore in posizione sollevata per evitare il contatto con i cibi. La potenza varia da 700-800 watt fino a 2400 watt: più è alta, prima la piastra si scalda e mantiene più a lungo il calore.

E’ chiaro che è consigliabile utilizzarle all’ aperto per fare barbecue, ma nulla vieta di usarle anche in casa, magari vicino una cappa aspiratrice.

Vantaggi e svantaggi

la bistecchiera elettrica, rispetto a quella a carbonella, ha il vantaggio sicuramente della semplicità d’uso. Non bisogna accendere il fuoco ed aspettare che si scaldi, qui con la resistenza elettrica interna è tutto immediato.

La cottura, rispetto alla bistecchiera tradizionale, è piu’ uniforme grazie alle piastre che si chiudono sul cibo, cuocendolo in maniera uniforme su entrambi i lati, per una cottura pressochè perfetta. 
I modelli più moderni di bistecchiere elettriche sono dotati di dispositivi detti elimina odori e mangia-fumo. Inoltre sono da considerare i seguenti punti pro e contro:

  • Non necessitano di grassi in aggiunta per la cottura;
  • Riducono i cattivi odori e soprattutto il fumo;
  • Ha bisogno soltanto della presa elettrica per poter funzionare;
  • Ti consente di cuocere in maniera uniforme senza dover girare la carne;
  • Solitamente è ingombrante.

Lo svantaggio più comune tra tutti i tipi di bistecchiere elettriche consiste nel mantenimento degli odori dato che, non potendo essere utilizzati saponi in quantità idonea per eliminarli, questi tendono a sedimentarsi, a meno che non pulite la bistecchiera con prodotti naturali. Per questo motivo è sconsigliata la cottura di carne e di pesce sulla stessa piastra.
Meglio averne due allora, magari acquistandole più in là nel tempo.

I migliori modelli

Rowenta 702D: bistecchiera con doppia piastra elettrica da 2 Kw. Ha la funzione cottura automatica che cuoce senza far nulla impostando il tempo da sola a seconda del cibo. Cuoce di tutto, dagli hamburger alla carne al pesce al formaggio, verdure comprese.

Philips HD6323/20: è fornito di coperchio per facilitare la cottura. Regolabile su temperature da 70 °C a 230 °C, ha potenza di 2000 watt e piastra antiaderente che può essere usata su due lati: liscia e con scanalature.

De’Longhi CGH902:una volta aperta, la superficie di cottura della bistecchiera CGH 902 di De Longhi raddoppia. Con piastre in materiale antiaderente, ha potenza di 1500 watt e un sistema che facilita la scolatura e la raccolta del grasso e dei liquidi, per una cottura ancora più light.

Girmi Grigliatutto BS45: la bistecchiera BS45 di Girmi è dotata di rivestimento interno antiaderente Petravera®, resistente come la pietra a graffi e usura, per una cottura perfetta senza oli né grassi. Ha potenza di 1500 watt e manico
termoresistente con chiusure laterali.

Ariete La Grigliata 2200: potenza da 2,2 Kw entra subito in temperatura. Ha il timer per la programmazione e vasca per lo scolo del grasso, si pulisce facilmente con un normale detersivo per i piatti. Coperchio in vetroresina che si può facilmente inserire nella lavastoviglie.

Cosa sono I sensori Pir Anti Intrusione

Uno dei componenti più importanti in un antifurto della casa è rappresentato dal sensore Pir. Si presenta come una piccola scatola con una lente in plastica ed è in grado di rilevare il movimento di un corpo umano a distanza. Va utilizzato insieme alla centralina a cui invia un segnale di allarme.

Vengono utilizzati in tantissimi elettrodomestici perchè poco costosi, piccoli ed in grado di assorbire un livello minimo di energia elettrica. I sensori infatti trovano impiego nel settore industriale, in quello automotive e nei componenti elettronici e nella domotica per la casa. Molto utili anche nel controllo dell’ illuminazione, ad esempio fanno accendere la luce quano una persona entra in una stanza.

Nel nostro caso, funzionano bene come anti intrusione. Rilevano la presenza di un corpo umano a distanza di diverse decine di metri.sensore-pir

Come funzionano:

ogni corpo umano emette calore. Il sensore Pir è in grado di “captare” a distanza la variazione di temperatura all’interno di una stanza. In pratica memorizza i dati nel momento di stasi, quando nessuno è presente, al momento dell’accensione e si accorge della differenza che si viene a creare quando qualcuno entra nella zona sottoposta al suo controllo. La funzione “pet immune” presente nella maggiorparte dei prodotti fa sì che il sensore non debba rilevare l’allarme quando passano davanti alla sua zona animali domestici oppure uccellini se installati all’aperto.

Un PIR è in pratica costituito da un piccolo sensore piroelettrico in grado di rilevare i livelli di radiazione infrarossa. Si trova all’interno della scatolina che va installata a muro. Questo sensore emette alcune radiazioni di raggi infrarossi che leggono la temperatura di un corpo a distanza .

Non ci sono soltanto i sensori passivi, ma anche quelli attivi. In questo caso il raggio emesso viene riflesso da un altro sensore specchio posto davanti all’ altro. Sono utilizzati per creare delle barriere perimetrali anti intrusione, ovvero per proteggere le zone esterne come muri perimetrali e giardini. Si crea un raggio invisibile che se attraversato da un intruso si interrompe e fa scattare l’allarme.

I Pir possono essere utilizzati all’interno oppure all’ aperto. In quest’ultimo caso devono possedere un alto grado di protezione IP per resistere ad agenti atmosferici come pioggia, neve e vento. Sono dotati anche di sistemi anti accecamento, antistrappo. Lavorano spesso su una doppia frequenza ridondante, in modo da poter essere difficilmente intercettati quando inviano il segnale alla centralina.

I prezzi per un Pir interno è molto basso. Circa 20-40 euro. Ovviamente ci sono anche sensori che superano i 100 euro. Un pochino più cari quelli attivi da esterno che riescono a coprire anche perimetri di 100 metri. In questo caso il prezzo arriva anche a 200-300 euro la coppia.

I sensori a microonde

un’altra tecnologia nella rilevazione del movimento di una persona all’ interno di una stanza è quella che utilizza le microonde. In questo caso si tratta di radio frequenze. La tecnologia ad infrarossi e microwave può essere anche usata congiuntamente, in questo caso avremo sensori detti “a doppia tecnologia”. L’allarme viene attivato solo se i due controlli (microonde e infrarossi) hanno dato esito positivo).

Risorse

Sensore infrarossi wikipedia

Quanto costa Installare un Impianto Fotovoltaico

Produrre dal sole energia elettrica sembra una cosa fantascientifica ma è semplicissima. Si tratta di installare e montare dei moduli fotovoltaici che trasformano l’irraggiamento solare in corrente da utilizzare all’interno delle nostre case. Questi tipi di impianti ormai sono presenti in tantissimi tetti di edifici e palazzi, ma anche in campi agricoli.

Il boom del settore delle rinnovabili è stato fortissimo negli ultimi 10 anni, ma ha accusato un calo invece negli ultimi tre anni. Il motivo è la fine degli incentivi del conto energia, quel sistema che prevedeva il rimborso per vent’anni di tutta l’energia elettrica prodotta da fotovoltaico. Ma quanto costa installare un impianto fotovoltaico? Vale la pena ancora montare un sistema solare sul tetto della casa. Cerchiamo di rispondere a queste domande.

Quanto produce un sistema fotovoltaico

Dipende da molti fattori, in primis dalla zona climatica in cui verrà montato. Al sud Italia un sistema da 1 kW di potenza in grado di generare anche 1500 kWh l’anno, al centro Italia circa 1300, al Nord Italia 1200. Sono ottimi valori se pensiamo che la Germania, ancora più a nord di noi, è il primo paese al mondo per impianti installati. Significa che la convenienza c’è, soprattutto per le nostre zone climatiche.

montaggio impianto fotovoltaico

Per capire di quanta corrente abbiamo necessità durante l’anno, basta prendere tutte le nostre bollette elettriche. Sommiamo i kilowatt consumati e avremo un’idea di quello che è l’assorbimento annuale della nostra famiglia. A quel punto cerchiamo di dimensionare l’impianto fotovoltaico. Anche perchè lo scopo è quello di consumare il piú possibile l’energia prodotta durante il giorno perchè di notte i moduli non producono. Quindi dovremo fare le lavatrici di giorno, usare il forno di giorno, asciugacapelli di giorno, insomma il contrario di quello che facciamo ora.

Quanto spazio occupa un impianto solare

Per ogni kilowatt ci vogliono almeno 8 metr quadri di spazio, un’ area che non è casuale, ma deve essere non ombreggiata ed esposta a sud, con un’inclinazione dei moduli di circa 30°. È molto importante quindi che non ci siano ombreggiature nella parte in cui andremo ad istallare il nostro impianto.

Recuperare l’investimento iniziale con gli incentivi

Anche per il 2016 ci sono le detrazioni fiscali del 50% su una spesa massima di € 48.000 per impianti sotto i 20 kW di potenza. Ci rientrano tutti gli impianti casalinghi. Se quindi spendiamo per un sistema fotovoltaico  € 10.000, possiamo portare in detrazione € 5000 in 10 anni. Ovvero € 500 ogni anno. Si tratta di un bel risparmio fiscale.

Quanto costano i moduli fotovoltaici

I prezzi, come detto, negli ultimi 10 anni si sono abbassati moltissimo. Oggi un sistema da 3 kWp, ideale per una famiglia di quattro persone, costa circa € 6000, con gli incentivi fiscali lo paghiamola metà. È in grado di produrre energia energia elettrica che ci fa risparmiare circa € 600 l’anno in bolletta. Calcolando 20 centesimi di euro per 3000 kilowatt prodotti.

quanto dura un impianto fotovoltaico

Un sistema del genere può durare anche decine e decine di anni. Calcolate che la garanzia delle marche è di 25 anni sull’ 80% del rendimento iniziale. Significa che dopo un quarto di secolo i pannelli funzionano ancora ma con rendimenti ridotti del 20%.

Maggiori informazioni: http://www.pannellifotovoltaiciprezzi.org/
http://www.gse.it/it/Pages/default.aspx